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    Radio Club California

NEW HIT

Fabri Fibra ed il suo “Caos”

todayMarzo 20, 2022

Sfondo

Se degli alieni dovessero improvvisamente atterrare sulla Terra e chiedessero: ma chi è sto Fabri Fibra? Consigliare di ascoltare “Caos” potrebbe essere una scelta azzeccata.

Sì, perché il decimo album del rapper di Senigallia (il primo sotto firma Sony), arrivato a cinque anni di distanza da “Fenomeno”, contiene i tratti distintivi, la sincerità, la tecnica, l’ironia, il divertimento, la profondità, ma paradossalmente anche la mancanza totale di punti di riferimento, che hanno reso Fibra, in vent’anni, uno dei rapper più importanti della scena italiana.

Il suo linguaggio diretto, privo di sovrastrutture e soprattutto dalla sincerità disarmante, ancora oggi, a 45 anni, rimane unico. E questa è la sua impronta, incancellabile, sulla storia della musica italiana. Le diciassette tracce del progetto richiamano a elementi centrali nel percorso di Fibra: per questo motivo può essere considerato a tutti gli effetti un manifesto.

C’è la potenziale hit pop radiofonica, lo storytelling puro, il flusso di barre crude, la festa delle punchline, l’amaro di un racconto steso su un beat colorato. Un grande “Caos”: non è solo quello del mondo e della società scandagliata dalle sue barre, ma anche quello che si porta appresso.

È un caos lucido in cui si ritrovano dei sentieri famigliari, ma anche delle deviazioni inaspettate e folli, in pieno stile Fibra.

Raccontarlo globalmente sarebbe stato impossibile, così abbiamo scelto di affrontarlo traccia per traccia. È uno se non il suo disco più completo a livello musicale? Sì. È uno se non il suo progetto più ambizioso? Sì. È il suo album più significativo? No, perché l’impatto storico sulla cultura hip hop italiana di alcuni suoi vecchi progetti è probabilmente irripetibile.

“Caos” è un disco non semplice, che richiede tante energie per essere assimilato nella sua totalità: proprio per questo è in controtendenza con la maggior parte del rap contemporaneo. Non tutto è formidabile, ma ha la indiscutibile capacità di restituire una fotografia nitida di uno stile personale.

“Intro”
Fibra riaccende il microfono, ripercorrendo tutta la sua discografia. Una dichiarazione d’amore per l’hip hop con il campionamento de “Il cielo in una stanza” di Gino Paoli: “senza musica probabilmente non sarei niente. Ti giuro non saprei che fare senza lei”. È il biglietto di partenza per il viaggio.

“Goodfellas” feat Rose Villain
Brano aggressivo e potente che mette subito le cose in chiaro: Fibra è tornato a fare a pezzi la scena, quella stessa scena che lo inonda di richieste di feat. Non manca l’ironia e il richiamo a un immaginario competitivo. Rose Villain, dopo “Chico” e soprattutto “Piango sulla lambo” con Gué, conferma di avere una marcia in più nei ritornelli.

“Brutto figlio di”
“Sti giornalisti per la scena rap sono una piaga, che si eccitano per la rima colta e ricercata”: è il Fibra di sempre. Quello dissacrante e martellante, che si attacca a un mantra di parole e non lo molla più. Il concept riporta indietro nel tempo a brani come “Vaffanculo scemo” o “Mi stai sul cazzo”.

“Sulla giostra” feat Neffa
Fibra si tuffa nei ritmi caldi e r&b di Neffa, che infatti cura anche la produzione del brano. Atmosfere leggere e da club per un pezzo che è un grande tributo a un monumento, qual è l’artista campano.

“Stelle” feat Maurizio Carucci
Il brano che spiazza, proprio come fu “Pamplona” con i Thegiornalisti. Su produzione di Dardust, ritmi elettronici da festival e urban si incontrano. In realtà la discoteca, soprattutto in età adolescenziale, ha fatto parte del background di formazione di Fibra che, infatti, lungo la sua carriera ha sfornato anche hit da ballare figlie di quel mondo. Un punto di riferimento anche per Carucci e per gli Ex-Otago.

Propaganda” feat Colapesce e Dimartino
Continua la giostra, arriva un’altra sorpresa. Un pezzo con una musica lucente e un testo più oscuro, capace di raccontare le illusioni della propaganda politica sul cittadino. Il tutto attraverso una serie di istantanee amare e ironiche come “gli immigrati rubano il lavoro, gli italiani rubano il parcheggio”. È uno dei brani più di impatto e riusciti di “Caos”, capace di arrivare, portando un messaggio, a un pubblico vasto.

Caos” feat Lazza e Madame
Una menzione speciale va alla base di Low Kidd, perfetta per amalgamare i tre artisti. Da questa canzone, o meglio dalle parole di Lazza, l’album prende il titolo. È un pezzo rap introspettivo e nostalgico in cui si prova a mettere in ordine il caos dei sentimenti. È un altro dei brani migliori del disco.

Pronti al peggio” feat Ketama126
Pezzo dalle tinte rock, in stile Ketama126, su produzione di Big Fish. È un insieme di fotografie e frasi dirette, senza giri di parole. Un modo di stare sulla traccia che accomuna i due artisti.

“Fumo erba”
Psichedelia e sbalzi di umore in un brano dal sound estroverso che vuole raccontare gli effetti negativi della marijuana dopo un uso prolungato. Anche qui ci sono gli echi del Fibra di sempre. È il pezzo che inaugura la sfilza di brani in cui l’artista di Senigallia rappa da solo.

Demo nello stereo”, “El Diablo” e “Amici o nemici”
Il primo è un pezzo banger ironico con gli scratch di Dj Double S, il secondo ha una strumentale cattiva pensata per raccontare il consumismo fuori controllo, il terzo è un brano cinematografico che accende i riflettori sulle difficoltà del tenere salde le relazioni quando si arriva a certi livelli. Li raccontiamo insieme perché sono tre esperimenti sonori indubbiamente densi, ma che nell’arco di un ascolto completo del disco, non frazionato o random, possono rappresentare un momento di flessione.

Cocaine” feat Gué e Salmo
Fibra: “Odio il Vaticano, ti prego Dio dammi una mano. Anzi dammi un palco, è tempo di riscatto”. Guè: “Sfondo il cancello, entro in azione. Fanculo alla cultura della cancellazione”. Salmo: “Quadri per i ciechi, bambini per i preti. Siamo poesie per analfabeti”. Punchline e rappate a denti stretti con un finale al pianoforte.

Noia” feat Marracash
La produzione è di Ketama126, dentro c’è un sample di Miles Davis e l’estratto di un’intervista a Charles Bukowski. È una lunga canzone notturna, jazzata e senza ritornello. È un flusso di pensieri sulla noia e sulla depressione con un Marracash in grande spolvero. Brano ostico, ma spesso e importante.

“Nessuno”
Storytelling puro. Al centro una storia di violenza raccontata in prima persona fra canto e rap. Fibra mostra un altro volto di se stesso: la grande capacità, che ha da sempre, di portare allo scoperto pezzi di esistenza torbidi e con cui spesso si rifiuta di fare i conti.

“Liberi” feat Francesca Michielin
Michielin cura anche la produzione musicale di questo brano dalle tinte pop, che è a tutti gli effetti una riflessione sulle apparenze, sui social e sulla felicità. La sincerità con cui Fibra riflette anche su se stesso è devastante. Si annovera fra i pezzi migliori del disco.

“Outro”
Brano rap senza fronzoli, senza ritornello, con pensieri che vanno a ruota, ricordi e ringraziamenti registrati con il cuore. Un inno alla libertà del rap, anche solo per la scelta di mettere l’outro in un disco, pratica pressoché abbandonata. Dentro, se non c’è tutto, c’è molto: la chiusura perfetta e pertinente di un viaggio iniziato sedici tappe prima e che termina con un beat energico e un testo con alcune punte amare. Fibra al 100%.

TRACKLIST

01. Intro (02:24)

02. GoodFellas (03:36)

03. Brutto Figlio Di (02:38)

04. Sulla Giostra (03:25)

05. Stelle (03:06)

06. Propaganda (03:33)

07. Caos (02:59)

08. Pronti Al Peggio (03:24)

09. Fumo Erba (02:45)

10. Demo Nello Stereo (03:12)

11. El Diablo (02:31)

12. Amici O Nemici (02:32)

13. Cocaine (03:05)

14. Noia (04:44)

15. Nessuno (03:17)

16. Liberi (04:02)

17. Outro (04:25)

Scritto da: Redazione

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